1986-2021 35 ANNI DAL DISCORSO
DELL’ARCHIGINNASIO
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Anzitutto escludo ogni pretesa che la via da me seguita — e in particolare quella che seguo da trent’anni — sia l’unica forma di servizio divino e di interpretazione del cristianesimo. Anzi, mi piace proporla solo come una delle tante possibili.
In secondo luogo quello che mi sembra precluso da un testo come quello citato è il concepire la vita come una raccolta di esperienze, esperienze personali o sociali, o anche «esperienze spirituali»: c’è il grande rischio di fare del dilettantismo, del turismo spirituale, cioè di restare sempre in un celibato timido o egoista,comunque sempre sterile. A un certo punto bisogna porre fine alle « esperienze», scegliere e sposarsi, con una decisione forte e definitiva.
In terzo luogo, e ancora più a fondo,.. qualunque sia la via scelta, se ad essa ci si attiene con perseveranza e con tutte le proprie forze — cioè con un’umile risolutezza, direbbe papa Giovanni — essa non può non aprirsi verso l’alto, cioè verso Dio…
Se c’è questa umile e totale generosità nell’impegno e nel servizio, qualunque sia la via scelta, non si può non arrivare alla scoperta, o meglio alla rivelazione ultima, quella per cui Gesù stesso diceva: « Ti benedico, Padre, Signore del cielo e della terra, perché hai tenuto nascoste queste cose ai sapienti e agli intelligenti e le hai rivelate ai piccoli » (Mt 11,25)…
Cioè al termine di ogni via — se è seguita, ripeto, con umiltà e con spendita incondizionata di se stessi — c’è la scoperta dell’amore del Padre per , noi in Cristo…

G. Dossetti, Il discorso dell’Archiginnasio, La Parola e il Silenzio, Milano 2005, p. 40

Il video dell’intero discorso diviso in parti e interamente sottotitolato si trova a questo link.
Qui il solo audio dell’intervento di [Lazzati] e di quello di [Dossetti].
  Qui di fianco il fascicolo stampato dal comune di Bologna a memoria dell’evento.

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