1986-2021 35 ANNI DAL DISCORSO
DELL’ARCHIGINNASIO

In totale mi sembra, nelle molte tappe e nelle varie sedi, di essere stato un prestanome, che ha se mai solo rappresentato aspirazioni, intuizioni, volontà, sforzi di moltissimi, uomini e donne, grandi e umili, dotti e indotti, illustri e anonimi che sono stati i veri e non dimenticabili realizzatori di tutto. Sempre: nell’Azione Cattolica giovanile, nell’Università, nella Resistenza, nella Democrazia Cristiana, nella Costituente, nella rivista Cronache Sociali, nell’Istituto per le Scienze Religiose, nella proposta per un rinnovamento a Bologna: persino nella nascita e nello sviluppo, in Italia e all’estero, della Famiglia spirituale cui appartengo, e ancora nell’ultimissima diaconia di Monte Sole che è — forse più di ogni altra cosa — non opera mia o di uomini viventi, ma un puro fiore sbocciato all’improvviso dal sacrificio di centinaia di martiri e che trova in me, per un aspetto, la sua sigla convenzionale di riferimento.

G.Dossetti, Il discorso dell’Archiginnasio, La Parola e il silenzio, Bologna 2005, p.38

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